mercoledì 22 novembre 2017

Il fondatore di PayPal sta costruendo una nazione galleggiante lontano da politici e governi corrotti

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Articolo di Renato Paone:
Un sogno utopico che diviene realtà o la realtà si trasforma in utopia? 

Entro il 2020, una nazione galleggiante sorgerà in pieno Oceano Pacifico, con le proprie regole, leggi e trattati commerciali. Aperta a chiunque vorrà sperimentare una vita libera e all'insegna della prosperità, della pace e dell'innovazione. Almeno questo è l'intento di Peter Thiel, il fondatore di PayPal, la famosa società che offre servizi di pagamento digitale e di trasferimento di denaro tramite Internet.

Entro i prossimi tre anni, la città galleggiante prenderà vita nelle acque internazionali vicino a Tahiti per un costo pari a 60 milioni di dollari. 

Joe Quirk, presidente della società Seasteading Institute, fondata nel 2008 a San Francisco, che si sta occupando del progetto, ha spiegato che la nazione galleggiante nasce per lo scontento generatosi negli anni dovuto all'inefficienza dei governi di tutto il globo, tanto che la stessa Seasteading Institute ha ribadito più volte sul suo sito di voler realizzare il suo sogno per "liberare l'umanità dai politici".


"I vari governi nel mondo - ha dichiarato Quirk al New York Times - non stanno facendo bene. Sono ancora bloccati ai secoli scorsi. 

E questo è dovuto alla terra, che incentiva un violento monopolio per il suo controllo". 

Quirk ha poi aggiunto: "Più gente si sposterà sulle città galleggianti, più alta sarà la possibilità di vedere lo sviluppo di di pace, prosperità e innovazione".

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Patri Friedman, co-fondatore dell'Istituto, ha spiegato l'idea di libertà alla base del progetto: "Non promuoviamo nessuna ideologia specifica. Vogliamo offrire una piattaforma perché anche altri esplorino diversi modi di convivenza che li rendano più felici. Alcuni coloni potrebbero voler introdurre un reddito di base universale; altri potrebbero preferire le soluzioni del libero mercato. 

Alcuni si affideranno alla democrazia diretta, altri potrebbero lasciare la pubblica amministrazione ai burocrati, altri ancora a una combinazione di queste cose".


Risultati immagini per nazione galleggiante paypalLa scelta della Seasteading Institute è ricaduta sulla Polinesia francese per le acque poco profonde e relativamente calme della zona, il luogo ideale in cui erigere una città fluttuante. L'iniziativa dell'Istituto è stata approvata dal governo francese polinesiano, che ora sta negoziando i termini per attuare uno specifico trattato commerciale.


La città avrà una struttura modulare costituita da undici piattaforme quadrate o pentagonali di dimensioni ridotte e connesse tra loro. 

Le piattaforme saranno realizzate in cemento armato e su di queste verranno costruiti una serie di edifici di massimo tre piani che ospiteranno al loro interno residenze, uffici, alberghi e qualsiasi altro servizio indispensabile alla vita dei propri abitanti. 


Immagine correlataLe strutture saranno progettate per durare un massimo di 100 anni e si partirà con la messa a disposizione di spazi in grado di ospitare inizialmente 250-300 residenti. Numeri che, nelle previsioni del Seasteading Institute, cresceranno nel tempo: "Se non si incontreranno ostacoli - ha dichiarato la Seasteading - la città si espanderà fino a dare alloggio a migliaia di persone". Non solo, Quirk ha affermato che entro il 2050 saranno migliaia le città galleggianti sparse per l'Oceano.

Alla base di tutto il progetto, vi è una forte idea ecologista. Particolare attenzione, infatti, verrà riservata alla sostenibilità ambientale della città, che sfrutterà principalmente energia solare ed eolica. Energia pulita che non servirà solo e unicamente al fabbisogno energetico dei suoi residenti, ma anche ad alimentare impianti di desalinizzazione dell'acqua marina.

L'idea di Thiel, Friedman e Quirk si fonda sulla libertà e sulla possibilità di creare un nuovo habitat per il genere umano: 




una società con nuove regole, leggi e stile di vita, molto lontana dalla realtà odierna. 



Ora bisognerà vedere quante persone saranno disposte ad accettare la loro scommessa e capire se il loro progetto si concretizzerà in realtà o rimarrà solo un'utopia.


Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2017/11/14/il-fondatore-di-paypal-vuole-costruire-una-nazione-indipendente-e-galleggiante-per-liberare-lumanita-dai-politici_a_23276554/?ncid=fcbklnkithpmg00000001

martedì 21 novembre 2017

Contadino peruviano porta in tribunale Multinazionale tedesca. Troveranno "suicidato" anche lui?

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Articolo di dolcevitaonline.it:

Un contadino peruviano sta facendo paura ai colossi mondiali dell’energia, a cominciare dalla multinazionale tedesca Rwe, uno dei maggiori produttori mondiali di elettricità da centrali a carbone e, di conseguenza, anche uno dei maggiori produttori di emissioni nocive nell’ambiente. 

Un uomo semplice, ma con le idee chiare, che per primo portarà in tribunale una multinazionale dell’energia per aver causato il cambiamento climatico.






LA SUA CITTÀ MINACCIATA DALLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI. 


Risultati immagini per Rwe multinationalLuciano Lliuya vive a Huaraz, una città posta a oltre tremila metri sul livello del mare, sull’altipiano Callejón de Huaylas, nel nord del Perù, qui si occupa non solo di agricoltura, ma arrotonda la giornata facendo la guida sui cammini di montagna. E proprio esplorando le montagne si è reso conto della velocità alla quale i ghiacciai si stanno sciogliendo, riducendosi a vista d’occhio. Un problema che mette a rischio immediato anche la sua città, posta sotto ad un lago che si sta riempiendo sempre più, minacciando di inondare Huaraz e i suoi 120 mila abitanti. 

Per questo ha avuto l’idea di denunciare la tedesca Rwe, chiedendo ai giudici di riscontrare la sua responsabilità diretta sul surriscaldamento climatico e quindi di imporgli di farsi carico innanzitutto delle spese necessarie per mettere in sicurezza il lago e di conseguenza la città di Huaraz.




UN PROCESSO CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA. 


Risultati immagini per Luciano Lliuya rweLa causa di Luciano Lliuya è stata esaminata dal Tribunale regionale di Essen, in Germania, presso il quale a supporto del contadino peruviano c’era un pool di avvocati dell’associazione ambientalista tedesca Germanwatch. Un po’ a sorpresa il tribunale ha ritenuto ammissibile la denuncia e quindi la Rwe ora dovrà difendersi in tribunale. Una decisione che, specie se sarà seguita da una vera condanna, potrebbe contribuire a riscrivere la storia del diritto, stabilendo una responsabilità diretta da parte delle aziende maggiormente impattanti sui danni prodotti dal riscaldamento climatico. 

Una conseguenza che la scienza ha già provato da tempo, riuscendo anche a stabilire le percentuali di colpa tra le varie industrie. Proprio queste ricerche sono alla base della causa, che se per ora chiama in causa la sola Rwe chiede in realtà che tutte le multinazionali dell’energia prendano parte alle spese di ricompensazione in base alla loro percentuale di responsabilità.



LA VITTORIA DELLE MONTAGNE E DEI POPOLI ANDINI. 


La multinazionale tedesca ovviamente rifiuta ogni responsabilità e c’è da scommettere che tutte le corporation dell’energia si uniranno per contrastare questa causa. 

Un’eventuale sentenza a favore di Lliuya avrebbe come sicura conseguenza quella di provocare cause analoghe in tutto il mondo, costringendo le aziende a rimborsare i danni del riscaldamento climatico per miliardi di euro. «Le montagne hanno vinto — ha commentato Lliuya — I laghi sono le lacrime delle montagne: la giustizia le ha ascoltate e ci ha dato ragione. 

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Ora voglio tornare a casa sulle Ande e dire alla gente che ho potuto fare qualcosa per loro». La città di Huaraz è nota in Perù come “la muy noble y generosa ciudad” (la città molto nobile e generosa), appellativo che risale alla lotta per l’indipendenza del Perù e che si meritò per la dedizione dimostrata dai suoi abitanti alla causa. Un soprannome che sicuramente continuerà a meritare per molto tempo ancora.


Fontehttp://www.dolcevitaonline.it/luciano-lliuya-il-contadino-peruviano-che-sta-facendo-tremare-i-colossi-dellenergia-mondiale/

La Svezia abolisce il contante ed entra ufficialmente nel Nuovo Ordine Mondiale

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Oggi è passata per almeno tre volte nei telegiornali la notizia che la Svezia ha praticamente abolito il contante. 
Anche il Corriere ha rilanciato la stessa notizia.

In tutti i servizi l'accento viene messo soprattutto sull'aspetto innovativo di questa "rivoluzione" telematica. Si vuole cioè sottolineare l'aspetto positivo di questo cambiamento. Addirittura, nei servizi dei TG vengono mostrati i negozi svedesi che espongono con orgoglio i cartelli con la scritta "cash free", come se il contante fosse un male da cui ci si è finalmente liberati, da mettere alla pari con una malattia o con l'inquinamento.

Praticamente ormai in Svezia non è più possibile svolgere nemmeno le più semplici operazioni - come salire sull'autobus o comprarsi un panino - se non si è dotati di carta di credito o di smartphone (collegato al conto bancario).

Immagine correlataOvviamente, quello che ci viene venduto come una splendida innovazione tecnologica deve nascondere anche interessi ben più corposi e impronunciabili.

Il primo che mi viene in mente è che in questo modo la gente non potrà più accumulare i soldi sotto il materasso. 

Se una volta ti poteva far piacere tenerti in casa 10.000 euro "per qualunque emergenza", con la moneta ridotta ad un puro conteggio elettronico non sarà più possibile farlo. E questo naturalmente deve fare molto piacere ai banchieri, che vedono così aumentare la quantità di denaro di cui dispongono per fare le loro operazioni di arricchimento finanziario.

La seconda che mi viene in mente è che, senza contante, una intera nazione può essere messa istantaneamente sotto controllo con un semplice click degli istituti di credito: se per caso un giorno uno stato qualunque sognasse di uscire dall'Europa, basterebbe bloccare tutti i conti correnti bancari per ridurre l'intera nazione in stato di schiavitù. (In fondo è già successo con la Grecia, in maniera parziale, quando hanno limitato a 60 euro i prelievi giornalieri con il Bancomat).

Queste sono solo le prime due motivazioni che mi vengono in mente, ma sono sicuro che a quelli più esperti di me ne verranno in mente molte altre, sicuramente più subdole ed efficaci di quelle a cui ho pensato io.

Massimo Mazzucco



Fonte: https://www.luogocomune.net/LC/26-economia/4807-ma-che-bello,-la-svezia-ha-abolito-il-contante