lunedì 27 marzo 2017

Il ruolo dei Media nelle epidemie programmate (dalla meningite al morbillo)

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Articolo di luogocomune.net a cura di Nitpicker:

La propaganda sui vaccini è sempre più incalzante, impara dai propri errori ed evolve.

Vale la pena riassumere cosa è successo riguardo alla meningite fra la fine del 2016 e l’inizio di quest’anno per poi fare un confronto con quanto accade oggi col morbillo.

Nell’aprile del 2016 Il Sole 24 Ore pubblica un articolo sulla decisione della GlaxoSmithKline di incrementare gli investimenti, 600 milioni di euro in quattro anni, per lo sviluppo commerciale del vaccino meningococcico prodotto negli stabilimenti toscani della multinazionale.

Curiosamente l’annuncio viene preceduto da articoli di testate locali (ad esempio Il Tirreno) e da un approfondimento sulla meningite ad opera del Prof. Carlo Contini, Ordinario di Malattie Infettive del Dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Ferrara, dove si parla senza mezzi termini di “epidemia” in corso in Toscana.

Nei mesi successivi i media nazionali cominciano ad alimentare la paura dando minuziosamente conto di tutti i casi segnalati.

Alcuni esempi: Il Giornale, La Repubblica, ancora La Repubblica, Corriere della Sera, ancora Il Giornale, ancora il Corriere. Consultando i link si noterà come la parola “epidemia” sia una costante, così come “allarme”. 


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La campagna mediatica fornisce ovviamente la soluzione alla terribile pandemia: iniettarsi al più presto una salvifica dose di vaccino.

Anche i canali televisivi non si esimono dall’amplificare il tema, e gli esperti interpellati insistono ossessivamente sull’importanza dei vaccini.

L’opera di creazione di un bisogno nella testa dei clienti (i cittadini) basato sulla paura e sull’ansia è esplicita. Impresa facile quando si parla di salute e di morte.

Questa volta però accade qualcosa di inaspettato. 
Improvvisamente, fra il 3 e il 5 gennaio 2017, lo scenario cambia.

Succede che il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità prendono posizione contro la bufala dell’epidemia spacciata dai media.


Risultati immagini per pandemiaDa questo momento tutte le testate gridano ai quattro venti che non c’è alcuna epidemia e cercano di riconquistare la loro verginità. 

Esempi: il Corriere, il Sole 24 Ore, La Repubblica. La condanna per la psicosi dei cittadini, è unanime.


Per quale ragione le istituzioni hanno taciuto per mesi per poi alzare improvvisamente la voce contro la disinformazione? 


La campagna di marketing aveva funzionato alla grande, le aziende produttrici di vaccini avevano esaurito le scorte. Ma non erano stati fatti i conti con la rete e l’informazione indipendente.

Un esempio su tutti: il dottor Tancredi Ascani, medico chirurgo di Perugia, il 30 dicembre 2016 pubblica un articolo in cui demolisce con dati inoppugnabili la panzana dell’epidemia. Il pezzo viene poi ripubblicato da Luogocomune il giorno 2 gennaio 2017 e in brevissimo tempo totalizza più di 54 mila visualizzazioni.

La successiva massiccia condivisione tramite i social network da parte degli utenti del sito ne amplifica enormemente la diffusione.
E’ grazie a questo articolo e ad altri come lui che accade l’impensabile: le istituzioni e i giornalisti sono di punto in bianco costretti a cambiare radicalmente atteggiamento in un disperato tentativo di salvare la faccia. Ma avviene anche qualcos’altro.

Il Corriere della Sera il 22 febbraio 2017 pubblica un articolo dove si sottolinea come il 30% di coloro che avevano prenotato la vaccinazione ha cambiato idea e non si presenta più all’appuntamento.


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E’ evidente come la decisione di utilizzare la parola “epidemia” si sia alla fine rivelata un boomerang. Questo fatto ci permette di ricollegare quanto successo con la meningite a ciò che sta accadendo in questi giorni con il morbillo. La macchina propagandistica mostra evidenti differenze e correzioni rispetto a quanto fatto precedentemente.

La parola chiave “epidemia” è stata sostituita da un numero chiave: il “230”.

Tutta la campagna di marketing è basata sul concetto di costruire un binomio logico fra la crescita dei casi di morbillo in Italia (+230%) nei primi mesi del 2017 rispetto al 2016 e il calo della copertura vaccinale: Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore, Messaggero, tgcom24, skyTg24, Fatto Quotidiano. Il ministro della Salute Lorenzin non ha dubbi: la colpa è dei genitori che non fanno vaccinare i figli.

Questa volta vengono presidiati anche i social network tramite l’opera di esperti come il Professor Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Burioni è una vera star fra gli integralisti delle vaccinazioni e sui social adotta uno stile molto aggressivo. Chi non fa vaccinare i propri figli viene additato come scellerato e irresponsabile.


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Il +230% è un dato in grado di colpire l’immaginario delle persone ed è più concreto di una parola come “epidemia” (che comunque viene evocata nell’inconscio della gente senza essere mai usata).
Ma esiste un antidoto per difendersi da campagne mediatiche sempre più determinate e subdole? Certamente sì, basta informarsi e informare con ogni mezzo possibile.

Per fare ciò è indispensabile capire se i due pilastri su cui si basa tutto l’impianto propagandistico (aumento dei casi conseguenti alla diminuzione delle coperture) sono reali.

Tutto sommato è un lavoro semplice, basta andare a vedere i dati ufficiali sulle coperture vaccinali e confrontarli coi dati epidemiologici.

L’Istituto Superiore della Sanità ci mette a disposizione le coperture nazionali dal 2000 al 2015. Prendiamo quelle per il morbillo e mettiamole in un grafico:

Se quanto propagandato in questi giorni è vero, allora negli anni di massima copertura vaccinale, che vanno dal 2007 al 2013, dovremmo osservare un numero di casi di morbillo molto ridotto.
Verifichiamo e prendiamo, sempre dall’ISS, il numero dei casi segnalati negli anni per cui il dato è stato pubblicato (cioè a partire dal 2010):


Vediamo come non ci sia alcuna correlazione fra le coperture vaccinali e il numero dei casi segnalati: addirittura in corrispondenza degli anni in cui le coperture cominciano a calare (2014-2015) crolla il numero dei casi.

Il mese di gennaio 2017 è il mese a cui viene riferito il famoso +230% rispetto al mese di gennaio 2016: guardando la situazione degli anni precedenti appare chiaro come sia un mese perfettamente compatibile con una normale presenza di piccoli focolai di infezione, così come ci sono sempre stati indipendentemente dai tassi di copertura vaccinale. I contagi di morbillo seguono la loro tipica distribuzione casuale, alimentati in maniera imprevedibile dalla naturale variabilità dei fattori ambientali.

In tempi di caccia alle fake news questo sarebbe un esempio paradigmatico da perseguire con rigore. Attendiamo le prossime mosse e le prossime “epidemie” nel timore che, per imporre ogni sorta di vaccino ai cittadini, il sistema non potrà fare altro che ricorrere all’imposizione autoritaria. Buon vaccino a tutti.


Fontehttps://www.luogocomune.net/LC/index.php/21-medicina-salute/4632-le-epidemie-ad-orologeria-dopo-la-meningite-ecco-il-morbillo

domenica 26 marzo 2017

PESTICIDI: contaminazione alimentare a norma di Legge (Italia al terzo posto!)

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Articolo di Marta Frigerio:


L’Italia è il terzo consumatore a livello comunitario di pesticidi (130mila tonnellate), preceduto solo da Spagna e Francia, mentre siamo il secondo consumatore di fungicidi (oltre 65mila tonnellate utilizzate in un anno). 

A dirlo è il dossier di Legambiente, che ha analizzato la frutta e la verdura prodotti nel nostro Paese, venendo a scoprire che un terzo dei prodotti che arriva sulle nostre tavole (36,4%) è contaminata da uno o più residui di pesticidi. 


E questo nonostante i prodotti dichiarati fuorilegge (quelli con almeno un residuo chimico oltre i limiti di legge) siano solo una piccola percentuale: meno dello 0,7%.


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«Lo studio evidenzia in modo inequivocabile gli effetti di uno storico vuoto normativo: manca ancora una regolamentazione specifica rispetto al problema dell’impiego simultaneo di più principi attivi sullo stesso prodotto – ha spiegato la presidente di Legambiente Rossella Muroni –. 

Per questo è possibile definire “regolari”, e quindi da commercializzare senza problemi, prodotti contaminati da più principi chimici contemporaneamente, se le concentrazioni restano entro i limiti di legge». 

Il rapporto sottolinea la necessità di avviare indagini sui rischi dell’azione combinata di più principi attivi, tanto più su quelli che più frequentemente vengono utilizzati in sincrono o miscelati. Infatti, anche se a piccole dosi e sotto i limiti stabiliti dalla legge, l’azione sinergica di diverse sostanze assunte dall’ambiente può avere un effetto cancerogeno.




Ma non è solo l’uomo a farne le spese.



Risultati immagini per pesticidiLa necessità di incrementare la produzione agricola e di difenderla dai parassiti negli ultimi decenni ha favorito l’uso di composti di sintesi senza che venisse svolta un’adeguata indagine sui meccanismi di accomulo che queste sostanze chimiche hanno nel suolo. 

«Una mole crescente di studi scientifici, oggi più orientati alla valutazione dell’impatto ambientale della chimica di sintesi più che ai suoi benefici per la produttività, – si legge nel rapporto – mostra chiare evidenze degli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi induce in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione dei suoli».


"I veleni abbracceranno la Terra come un focoso amante"

Profeta Rasputin 1900




Gli alimenti più contaminati:


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Il poco lusinghiero primato di alimento più contaminato spetta al tè verde, con ben 21 differenti sostanze rilevate. Tra i cibi con la più alta percentuale di residui ci sono anche le bacche, con 20 differenti composti chimici, ma anche il cumino, 14 diverse sostanze, le ciliegie (13), le lattughe e i pomodori (11), e persino l’uva, contaminata da 9 principi attivi diversi.

Nel complesso le pere, le fragole, l’uva e la frutta esotica – soprattutto le banane – sono i prodotti più contaminati dalla presenza di residui di pesticidi.

Tra le sostanze attive più frequentemente rilevate sui campioni ci sono il Boscalid, l’Imazalil l’Acetamiprid, il Metalaxil, il Ciprodinil, il Penconazoloe il Clorpirifos, sostanza riconosciuta come interferente endocrino e dannoso per l’organismo.

Un’Italia a due facce:

Il report di Legambiente mostra un’Italia a due facce: se da una parte il consumo di pesticidi resta alto (anche se è in leggera flessione rispetto agli anni passati), dall’altra aumenta la superficie agricola coltivata con tecniche biologiche e biodinamiche. Tra il 2014 e il 2015, infatti, si è registrato un aumento del 7,5%.


Fontehttp://www.rivistanatura.com/pesticidi-e-contaminato-un-terzo-degli-alimenti/

sabato 25 marzo 2017

Le scie degli aerei classificate come "NUVOLE" nell'Atlante internazionale delle nubi





L’Organizzazione meteorologica mondiale, dopo diversi decenni, allarmata molto probabilmente dalle continue preoccupazione dei cittadini di tutto il mondo per le ingiustificate scorribande aeree nei cieli che rilasciano lunghe scie di condensazione che però non durano pochi minuti, ma ore, a volte giorni interi, ha pubblicato ufficialmente il nuovo Atlante internazionale delle nubi in occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia. 

Tutti coloro che vogliano prenderne visione possono accedere all’edizione digitale, al link https://www.wmocloudatlas.org/home.html. 


Il sistema attuale di classificazione delle nubi venne ideato nel 1803 da Luc Howard, autore del volume ‘The essay on the modification of clouds‘ in cui attribuiscono alle nuvole nomi latini. 

Il catalogo contiene circa cento diverse combinazioni e tipologie, ottenute da dieci generi di nubi, suddivisi per specie.


Rispetto al passato“, spiega Marina Baldi dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), “il nuovo atlante presenta alcune importanti novità: oltre alle nubi classiche vengono per la prima volta introdotte le nubi speciali: l’Homogenitus, il nome dal latino che significa ‘nubi dovute alle attività umane’. (ma come, non ci avevano detto fino a ieri che è impossibile modificare il clima e di conseguenza generare nubi?!)

Fatto sta che nel nuovo atlante troviamo le "nubi generate dall'uomo", quelle insomma che, fino a ieri, ha detta dei principali Media "non esistevano".


Una domanda viene spontanea:

Queste nubi artificiali, che molti chiamano scie chimiche ed i media instancabilmente ci ripetono essere "innocuo vapore acqueo", come mai permangono nel cielo non solo per ore, ma spesso per dei giorni interi?

Andando spesso ad oscurare la luce del Sole?

Anche ammesso che questi scie prodotte dagli aerei siano innocue, questo giustifica il fatto che a causa loro ci venga meno la luce solare? La vitamina D prodotta da essa?



Perché nel caso degli aerei non si parla mai di inquinamento?


Non bruciano carburante anche loro?


Scie chimiche o no, resta il fatto che quel carburante inquina, come inquina quello bruciato dalle macchine, ma in questo caso nessuno parla di inquinamento, eppure gli aerei che passano sopra le nostre teste sono a volte centinaia in un solo giorno.